Luoghi

Città, architetture, alberghi e paesaggi che cambiano il modo in cui pensiamo e ci sentiamo.

Ricci di castagno ancora verdi caduti sul sentiero di un bosco a inizio autunno
Luoghi, Vivere

Il bosco che dà frutto

Una selva castanile non è un bosco selvatico: è il lavoro di generazioni che non ne hanno visto il raccolto. Dall’albero del pane del Ticino ai beni comuni alpini studiati da Elinor Ostrom, perché l’eccellenza più duratura somiglia meno a una conquista e più a una custodia.

Il Lago di Luzzone tra le montagne della Valle di Blenio, in una giornata d'estate
Luoghi, Vivere

Ciò che è sempre rimasto

Tornare in un luogo non lo rende ordinario, lo rende leggibile. Dal Lago di Luzzone alla cattedrale di Monet, dagli scacchisti di Chase e Simon al Thoreau di Walden, perché certe cose si vedono solo tornando.

Un uomo con il cappello di paglia rema in canoa sull'acqua verde dell'Adda, sotto i rami degli alberi
Luoghi, Vivere

Ciò che rendiamo possibile

I momenti che ricordiamo nascono prima, in una decisione che nessuno nota. Dal Naviglio di Paderno al traghetto di Leonardo, dalla legge di Parkinson al mattino protetto di Leslie Perlow, perché una vita piena di senso va resa possibile.

Filare di vigne in autunno in Provenza, foglie rosse e oro e sole basso in fondo
Lavoro, Luoghi, Vivere

Ciò che l’annata sa

Nessuna annata si sceglie: si può solo ascoltarla. Dai registri delle vendemmie di Beaune al 1961 di Bordeaux, da Émile Peynaud al Merlot ticinese, perché l’eccellenza è la risposta paziente alle condizioni di ogni anno.

Un vicolo di pietra a Pacentro con un passaggio coperto da travi di legno che si apre sulla luce
Luoghi, Vivere

Le strade che non si spiegano

Alcune strade, come alcuni capitoli della vita, si capiscono solo percorrendole. Da Gordon Cullen a Paul Klee, da un vicolo di Pacentro al navigatore in tasca, perché il significato arriva camminando.

Una faggeta al mattino, con la luce che entra di lato tra i tronchi alti e il suolo coperto di foglie
Luoghi, Vivere

Ciò che esisteva prima di noi

Un bosco esisteva prima delle nostre domande e ci sarà dopo. Da Hutton al tempo profondo, dagli eucalipti di Berkeley alle faggete UNESCO della Vallemaggia, perché i luoghi più grandi di noi ci restituiscono la proporzione.

Una lunga panchina di legno in una piazza di città, con due persone sedute vicine che guardano la strada
Luoghi, Vivere

I luoghi senza condizioni

Una panchina non misura nulla e non chiede di essere nessuno. Da Goffman a Byung-Chul Han, dalle piazze di Whyte alle panchine svizzere, perché i luoghi senza condizioni sono diventati così rari.

Volume di vetro sopra un vecchio magazzino di mattoni a Tallinn, foto di Danilo Wyder
Luoghi, Vivere

Una città che ricorda

Tallinn mette il vetro sopra il mattone senza nascondere la giunta. Dalla Carta di Venezia a Castelgrande, perché il progresso non chiede di dimenticare ma di sapere che cosa tenere.

Camogli di sera, il lungomare e la basilica illuminati, foto di Danilo Wyder
Luoghi, Vivere

I luoghi che ci aspettano

Certi luoghi non si scoprono: si ritrovano. Da Camogli alla nostalgia nata come «malattia svizzera», perché tornare negli stessi posti ci restituisce a noi stessi.

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